domenica, 08 novembre 2009, ore 02:41

Se la notizia risultasse confermata sarebbe molto grave la situazione.
Ci troveremmo anche noi coinvolti come complici in quanto presenti ed alleati in Afganistan con gli Usa.
Nessun gruppo terroristico ha mai detto quel governo mi finanzia e mi sostiene, nonostante ciò sono state distrutte due nazioni in nome di presunti sospetti in tal senso, risutai falsi in seguito.
Ricordo, per chi non lo sapesse o se ne fosse dimenticato, che l'unico governo al mondo ufficialmente condannato dal trribunale internazionale dell' Onu per terrorismo è stato quello degli Usa sotto Regan nel 1985 (se ben ricordo oppure 1986), la sentenza riguardava i fatti del Nicaragua, seguì anche l'affare Iran-Contras, sempre con il Nicaragua nel mirino.
La condanna, un risarcimento miliardario in dollari, naturalmente, non fu mai eseguita. poichè, il governo israeliano del tempo, che aveva potere di veto in merito, se ben ricordo, la bloccò.

Geopardy

  • Iran. 29 ottobre. Gruppo terroristico ammette sostegno degli Stati Uniti. Si tratta del gruppo di Abdolmalek Rigi, autore dell’attentato del 18 ottobre scorso in Iran costato la vita a decine di persone tra cui alcuni comandanti Pasdaran. Abdulhamid Rigi, fratello del boss dell’organizzazione terroristica arrestato in Iran, ha dichiarato che il gruppo opera in Pakistan sotto la direzione delle autorità statunitensi e di aver incontrato responsabili dell’ambasciata USA a Islamabad, raggiungendo accordi per il sostegno alle loro attività terroristiche contro l’Iran. Le dichiarazioni del fratello di Rigi mettono in luce anche il coinvolgimento delle autorità pakistane: «Le autorità di Islamabad sanno benissimo dove si trova la base del gruppo».
  • fonte rivistaindipendenza




GEOPARDY
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categoria : terrorismo

martedì, 06 ottobre 2009, ore 17:13

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Morte a Israele !?! ma il ministro del governo di Ahmadinejad siede tranquillamente accanto al ministro israeliano. Proprio accanto, senza voler la sua morte.

E' capitato o fu programmato ?

rezarez
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categoria :

domenica, 27 settembre 2009, ore 02:07

Facciamo un po' di chiarezza in merito.
Il governo iraniano ha segnalato un nuovo sito per l'arricchimento dell'uranio (sempre a bassissime percentuali, quindi per uso civile secondo le fonti iraniane) seguendo le regole dall'Aiea, quindi niente di strano.
Quello che sorprende, casomai,  è l'unanime condanna da parte del trio di Presidenti che, se non fossero cosa sono, sembrerebbero dei "duretti furbetti di quartiere" .
Chiaro che se non esistessero già i lavori nel sito nessuna pratica di denuncia della sua esistenza sarebbe stata possibile ( anche se in passato hanno distrutto un intero paese con  menzogne su certi siti mai esistiti),  sia da parte dell'Iran che da quella dei suoi "controllori".
Come sempre, mi sembra non esista alcuna reale pezza d'appoggio a supporto di coloro che  si ergono a paladini di noi tutti.
Come se alla presentazione della denuncia dei redditi, un finanziere fuori della porta, ci dicesse urlando:" Hai dichiarato il reddito stagionale perchè ti immaginavi che lo avremmo scoperto, ma ora verremo a controllare se è vero".
Se non altro ci lascerebbe di stucco.
Magari lo stesso finanziere amico di colui (Israele) che tutti sanno guadagnare molto e non dichiarare alcunchè.
Sotto ho inserito una mappa delle varie postazioni nucleari o prsunte tali in Iran, mi sembra che qualla di Qom non ci sia.
L'ho messa per far comprendere che oramai l'Iran è un paese nucleare a tutti gli effetti, inutile stare a gridare e minacciare, semmai il problema della proliferazione delle armi nucleari, ma ancora di più, il problema dell'esistenza di queste armi malefiche, si deve risolvere a livello mondiale e quanto prima.
Un'altra cosa importante, nessuna nazione, dotata di forte predominanza militare e tecnologica, debba usare tale forza per schiacciare chiunque non segua i suoi interessi, altrimenti tutti correranno verso il nucleare come deterrente, cosa che, personalmente, avevo già previsto dopo la prima Guerra del Golfo.


Geopardy



IRAN: "COMPLOTTO PREORDINATO" SU NUOVO SITO
Il capo dell'Organizzazione iraniana per l'energia atomica, Ali Akbar Salehi, ha denunciato oggi come "un complotto preordinato" il coro di condanne arrivato ieri da vari Paesi occidentali, primi fra tutti gli Usa, per un nuovo sito per l'arricchimento dell'uranio in costruzione vicino a Qom. "Abbiamo reso nota l'esistenza di questo sito nei tempi previsti dall'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) e perciò siamo sorpresi di tutto questo baccano", ha sottolineato Salehi. L'Aiea ha detto ieri che l'Iran ha reso nota la costruzione del nuovo sito con una lettera inviata il 21 settembre. Ma gli Usa hanno fatto sapere che già da tempo i suoi servizi segreti e quelli di altri Paesi occidentali erano a conoscenza dell'impianto e che Teheran, sapendo di essere stata scoperta, avrebbe deciso di renderlo di dominio pubblico per prima per cercare di dimostrare la propria buona fede.
Fonte finanzaonline

siti nucleari iran










GEOPARDY
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categoria : informazione, nucleare

giovedì, 24 settembre 2009, ore 13:04

Al di là della forvianza del titolo Ansa, il quale, come si usa nei media embedded, cita soltanto il comportamento dei paesi europei e degli Usa tralasciando completamente il resto del mondo come non esistesse, ritengo che il discorso politico (non religioso  del Presidente iraniano quello interesserà chi lo segue) sia sostanzialmente condivisibile.
Alla fine, magari, sono rimasti lì più di cento paesi mai citati e di cui nessuno in genere ci riporta l'opinione.
Personalmente, ritengo l'ONU così gestita  lo specchio delle velleità di certi gruppi di potere che vorrebbero ancora imperversare indisturbati nel mondo, ma la questione per loro si sta sempre più complicando.
Nella riunione di ieri c'è anche stata la requisitoria di Gheddafi contro il potere di veto, il quale, di fatto, consegna l'ONU in mano ai paesi vincitori della Seconda Guerra Mondiale, mentre in mezzo, a mio avviso, c'è stata un'altra guerra definita fredda che ha cambiato in maniera sostanziale gli equilibri del mondo e questo tipo di organizzazione non risponde più alla situazione post 1945.
Ritengo, inoltre, che la sede dell'ONU si debba spostare in un luogo neutrale, dato che più volte è stato negato il visto d'ingresso a paesi che si opponevano fortemente alle politiche statunitensi, ma non solo per questo, infatti, come può nascere un mondo multipolare se una paese si arroga il diritto di avere tutte le principali organizzazioni che regolamentano il mondo (Onu, Fmi, Bm, Unesco e via dicendo) nel proprio territorio?

Geopardy

  


Ahmadinejad contro tutti all'Onu

Usa,Italia,Francia,Germania se ne vanno

 

Parlando all'Assemblea generale dell'Onu, il presidente iraniano, Mahmoud Ahmadinejad, è tornato per l'ennesima volta ad attaccare Israele e tutto l'Occidente, difendendo le contestate elezioni in Iran ma tacendo sulla questione del nucleare. Molte delegazioni, tra cui Usa, Italia, Germania e Francia sono uscite dall'aula come minacciato prima del discorso. Altri Paesi Ue sono rimasti, inclusa la Svezia, presidente di turno.

 

Da qualche giorno circolava tra le cancellerie dell'Unione Europea un'indicazione sul comportamento da tenere nel caso in cui il presidente iraniano si fosse lanciato in una delle sue negazioniste dell'Olocausto. La strategia, secondo fonti diplomatiche europee, era di mandare una rappresentanza di basso profilo e alzarsi tutti insieme al primo accenno anti-semita.

Non è però andata come previsto: Ahmadinejad ha evitato per una volta di parlare della cancellazione di Israele dalle carte geografiche, e l'Unione non è riuscita ad agire compatta. Quando il presidente iraniano ha accusato Israele di "politiche inumane" nei territori palestinesi, i rappresentanti dei grandi Paesi dell'Ue sono usciti: ma la Svezia, presidente semestrale di turno dei Ventisette, è rimasta insieme con Spagna, Portogallo e Finlandia.

Se ne sono andati invece Italia, Stati Uniti, Canada, Nuova Zelanda, Francia, Gran Bretagna, Germania, Paesi Bassi, Lituania, Polonia e Slovacchia. Davanti a una sala mezzo vuota, Ahmadinejad ha comunque continuato il suo attacco, soprattutto contro gli Usa. "Il regime del capitalismo sfrenato, che è iniquo in se'", ha tuonato il presidente iraniano, "è in un vicolo cieco e non riesce a muoversi. E' venuta la fine per coloro che decidono che cosa sono la democrazia e la libertà, e fissano standard che loro stessi sono i primi a violare. Essi non potranno più essere giudici e boia".

Dopo aver invocato il "ritorno del monoteismo e della giustizia", Ahmadinejad e' tornato a parlare dei territori palestinesi, e ha puntato il dito contro il sostegno americano alla politica israeliana. "Come è possibile che i crimini commessi dagli occupanti contro donne e bambini indifesi, e la distruzione delle loro case, delle loro fattorie, dei loro ospedali e delle loro scuole, sia sostenuta indiscriminatamente da certi governi che allo stesso tempo sottopongono gli oppressi a un blocco che nega loro i bisogni fondamentali, come il cibo, l'acqua e le medicine, e porta al genocidio?", ha polemizzato il leader di Teheran.

 

 


GEOPARDY
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categoria : geopolitica

mercoledì, 16 settembre 2009, ore 00:25

Dato il momento di incertezza informativa che aleggia intorno alla situazione interna iraniana, personalmente, non ritengo di poter dare una corretta informazione in merito.

Quindi d'ora in poi,almeno  finchè durerà questo clima di incertezza, posterò soltanto articoli di politica estera ed internazionale riguardanti l'Iran.

Di fatto la parte geopolitica della questione, argomento da me sempre prediletto d'altronde.

Di ipotesi interne ne è pieno il web, ritenedo l'Iran un paese chiave ed importante sotto tutti gli aspetti, mi riservo di accedere e commentare solo le questioni di cui sopra.

Quando la situazione si sarà stabilizzata (operazione per me già in atto), tornerò nel merito della questione interna per quanto mi sarà possibile accedervi.

Un cordialissimo saluto a tutti i visitatori di questo blog.

Geopardy

 

 

 

GEOPARDY
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categoria : politica, iran

lunedì, 20 luglio 2009, ore 02:38

Mentre in Iran continuano le polemiche tra i filo-americani ed i filo-asiatici, qualcuno là fuori non riposa mai e progetta attacchi su attacchi.
Certo è che l'Iran in questo momento è indebolito nel fronte interno e la situazione potrebbe realmente evolvere nel senso peggiore del termine in una guerra terribile.
Guerra in cui i filo-americani si troverebbero a scegliere tra difendere il loro paese o prestarsi come quinta colonna cosa, tra l'altro, fatto già verificatosi in tutte le altre situazioni a cui abbiamo assistito in questi anni.
Con un sol colpo, se così fosse, gli Usa (Usraele, come sineticamente si usano rappresentare le forze in questo contesto) avrebbero l'intero medioriente dalla loro parte, dato che sia Hezbollah in Libano, Hamas in Palestina, i partiti sciiti in Iraq, ma anche la Siria ed in parte pure la Turchia, attualmente dipendono dagli equilibri interni all'Iran.
Israele non potrebbe sperare in niente di meglio, ma neanche le leadership compradore del mondo arabo, da sempre alleate ferventi degli Usa, potrebbero sperare in niente di meglio se ciò avvenisse.
Certo che queste manovre e dichiarazioni potrebbero essere anche interpretate come una spinta data per imporre una pressione, in ultima analisi, volta a far scatenare la guerra civile interna all'Iran oppure condurre a qualche debacle dell'attuale leadersip molto più filo-asiatica che filo-americana, molto più Patto di Shangai che Patto Atlantico.
Un altro grande rischio, le forze occulte che si identificano in Al-Qaeda troverebbero spazio anche in Iran molto probabilmente ed inoltre, anche l'attuale lotta per limitare l'incredibile narco-traffico dall'Afganistan verrebbe molto meno ed i signori della guerra di lì (nonchè grandi produttori di oppio) potrebbero unirsi a quelli della parte sciita di quel martoriato paese e creare un super cartello sotto il diretto controllo della Nato, o almeno con  essa (secondo fonti parlamentari afgane e non solo sembra che già di fatto stia avvenendo) dovrebbere scendere a patti (altro grosso accentramento finanziario in mani Usa).
In pratica, si farebbe un sol boccone di gran parte delle velleità del fronte che si oppone all'egemonia mondiale degli Usa ed il cosiddetto BRIC (il club " degli emergenti" formato da Brasile, Russia, India e Cina) riceverebbe un colpo terribile se non mortale.
 Pensate, inoltre, a tutte le pipelines strategiche metano-petrolifere  in cui l'iran è coinvolto direttamente e indirettamente e traete le vostre conclusioni.
Non voglio giudicare in questo articolo se ciò sia un male o un bene, ma, credo, sia la vera posta in gioco in tutta la questione mediorientale.
A quel punto cosa farebbero le potenze emergenti?
Come sarebbe il mondo un attimo dopo?
Queste mie considerazioni esulano da qualsiasi posizione pro o contro Ahamadinejad, ma le propongo come un'analisi distaccata degli eventi, nè più e nè meno di come faremmo per qualsiasi altra situazione altamente strategica alla quale abbiamo già assistito o dovremo assistere in futuro.
Speriamo che questi folli non agiscano, altrimenti nessuno sa cosa potrebbe succedere a questo già ampiamente martoriato mondo.
Geopardy
 
sabato, 18 luglio 2009

«Israele sta preparando l'attacco contro l'Iran»

Un funzionario di Tel Aviv dichiara al Times: «Per questo schieriamo sottomarini nel canale di Suez»
Lo spiegamento di sottomarini Dolphin e navi da guerra israeliane nel Mar Rosso «deve essere preso sul serio: Israele si sta preparando alla complessità di un attacco all'Iran». Lo ha dichiarato ieri al Times di Londra un funzionario israeliano della difesa. Ha inoltre confermato l'esistenza di un accordo con l'Egitto per il transito delle unità militari dal canale di Suez, aggiungendo che i governi dei due paesi sono uniti da una «comune diffidenza verso l'Iran» e che Israele sta rafforzando i legami con «certi paesi arabi, anch'essi timorosi della minaccia nucleare iraniana».
Così Israele, l'unico paese della regione che possiede armi nucleari (di cui sono armati anche i Dolphin) e rifiuta il Trattato di non proliferazione (Tnp), si mette alla testa di una crociata, cui partecipano anche alcuni governi arabi, contro la «minaccia nucleare» dell'Iran, paese che aderisce al Tnp ed è quindi soggetto ai controlli dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica. Questa ha confermato di non avere «alcuna prova che l'Iran stia cercando di produrre un'arma nucleare».
I sottomarini e le navi da guerra di Israele sono nel Mar Rosso non solo per preparare l'attacco all'Iran, scriveva ieri Haaretz, ma anche «per impedire il traffico di armi dall'Iran alla striscia di Gaza» via mare e quindi attraverso il Sudan. Si accusa quindi l'Iran di armare e fomentare i palestinesi, cancellando quanto emerge dall'inchiesta dell'associazione israeliana «Breaking the Silence», la quale dimostra che l'operazione «Piombo fuso» è stata decisa in base a un preciso calcolo politico per terrorizzare i palestinesi facendo strage di civili. Né è credibile che nella striscia di Gaza, dove non riescono ad entrare neppure gli aiuti umanitari, arrivi un flusso di armi dall'Iran.
A dar man forte al governo israeliano è scesa in campo mercoledì la segretaria di stato Usa Hillary Clinton, che ha lanciato un «ultimatum all'Iran» perché «si unisca alla comunità internazionale quale membro responsabile», cessando di «minacciare i vicini e sostenere il terrorismo». Ha ribadito che «l'Iran non ha diritto di avere una capacità nucleare militare» (che invece gli Usa hanno diritto di avere, possedendo le forze nucleari più potenti del mondo), e che «gli Usa sono decisi a impedire che l'acquisisca». Ha quindi dichiarato che «non esiteremo a difendere i nostri amici, i nostri interessi e soprattutto il nostro popolo con vigore e, se necessario, con la forza militare più potente del mondo». Il messaggio a Tehran è inequivocabile: se Israele attaccherà l'Iran e questo risponderà con i suoi missili (non nucleari), gli Stati uniti sosterranno Israele con «la forza militare più potente del mondo». A questo punto spetta agli analisti capire in che cosa differisca la politica estera dell'amministrazione Obama da quella dell'amministrazione Bush.

Manlio Dinucci ilmanifesto 17.07.2009

GEOPARDY
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categoria : iran, guerra

lunedì, 13 luglio 2009, ore 18:12

Hanno sperperato un'altro fiore della mia terra.Sohrab aveva compiuto 19 anni da poco ed è stato ucciso durante la prima manifestazione di protesta a Tehran in cui avevano partecipato più di 2 milioni di iraniani, quando un basiji dal tetto di un palazzo ha aperto il fuoco sui manifestanti. La madre per giorni andava in giro tra il carcere di Evin ed il tribunale e la procura di Tehran,chidendo notizie del suo figlio,ma le autorità le avevano sempre detto di "non sapere niente" di suo figlio. Finalmente tre giorni fa la madre riceve una telefonata dalla procura,le dicono senza mezzi termini; "venite a ritirare il corpo di vostro figlio"!

Ai funerali hanno partecipato centinaie di persone sconosciute alla famiglia che però si sentivano partecipi del dolore di questa povera madre.

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Ecco la foto dell'assassino di Sohrab. E' un basiji e ci sono centinaie di testimoni che lo hanno visto sparare,senza alcun motivo, dal tetto di una palazzina, sulla folla manifestante che li passava . Questo uomo in quel giorno ha ucciso 9 persone tra i manifestanti:

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Ma il Popolo iraniano sa chi sono i veri assassini di Sohrab, di Neda e di altre decine di giovani, a cui i basiji hanno sparato direttamente al cuore:

L'assassino numero 1 di Sohrab e Neda e di altri giovani iraniani uccisi barbaramente negli ultimi giorni è Seyyed Ali Khamenei,la Guida Suprema dell'Iran.L'assassino numero 2 è Mahmood Ahmadinejad (fu Saburchian) che con un golpe è diventato "presidente" dell'Iran:

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rezarez
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mercoledì, 08 luglio 2009, ore 19:10

Gli uccidete cosi:

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Gli picchiate cosi:

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 e gli terrorizzate cosi:

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MA ESSI NON MORIRANNO, NON SENTIRANNO DOLORE E NON HANNO PAURA E DOMANI POTETE VEDERLI DI NUOVO IN PIAZZA.

CHIMATA STUDENESCA PER LA MANIFESTAZIONE GENERALE DOMANI 8 LUGLIO 2009 IN MEMORIA DELL'ATTACCO DEI BASIJI ALL'UNIVERSITA' E CONTRO LA DITTATURA KHAMENEI/AHMADINEJAD

rezarez
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lunedì, 06 luglio 2009, ore 21:08

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Chiamata del "Movimento dei Verdi iraniani" per sciopero islamico*  lunedi 6 luglio , martedi 7  e mercoledi 8.

Alla chiamata ha risposto gran parte della gente in molte città  iraniane dove però, le autorità golpiste al potere, hanno dichiarto "giornalta senza auto" per causa di "inquinamnto", per giustificare l'adesione della gente che non sta andandoin giro e che resta a casa.

Ora che Ahmadinejad e Khamenei e i loro soci uccidono i nostri figli con le armi e con i bastoni, dimostreremo loro che la gente è con noi e che loro saranno isolati per il resto dei loro giorni fino a quando il glorioso Popolo iraniano e l'Islam non si libererà di loro.  

*Sciopero islamico ovvero "Etekaf", significa chiudersi in meditazione individuale o a gruppi e non partecipare alla vita quitidiana. 

rezarez
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lunedì, 06 luglio 2009, ore 13:06

 

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Tehran, Iran - Il figlio di  Ayatollah Khazali accusa Ahmadinejad  di avere cambiato il suo nome ebraico.

Mahdi Khazali è il figlio di uno dei principali sostenitori di Mahmoud Ahmadinejad . Mahdi ha scritto sul suo blog che Ahmadinejad ha radici ebraiche. http://www.omedia.co.il:80/Show_Article.asp?DynamicContentID=24363&MenuID=822&ThreadID=1014019  Khazali dice che Ahmadinejad ha cambiato il suo nome ebraico sulla sua carta d'identità al fine di nascondere le sue radici. Khazali dice che Ahmadinejad , in realtà, nasconde la sua radice ebraica ma che attacca in modo sospetto e lontano dalle convinzioni culturali iraniane sia  Israele che gli ebrei, mentre dall'altra parte  esprime, ancora più in modo sospetto,  forti convinzioni religiose che sembrano musulmane ma che, in realtà, non lo sono affatto, perché contribuiscono a creare un'immagine negativa sia dell'Iran che dell'Islam, e questo lo vuole solo il sionismo. 

CAD4TLXBCATHHUF0CA22N6YPCACUPHATCA7X7MCGCACZ41EYCA56OE3ICASQSSVECAJWWSU1CA3XVTXSCAF67Y2FCAHI0HAKCAHU2R4FCAAPBXBCCA20KZLHCAVA93S6

Khazali dice, Ahmadinejad (che vuol dire della stirpe del profeta Mohammad) ha scelto questo nome per inganare i musulmani mentre  il suo vecchio nome è Saburjian che è un nome ebraico degli ebrei iraniani e proviene dalla regione di Aradan in Iran.

 Le accuse appaiono in  un articolo intitolato "Gli ebrei in Iran." Khazali in quest'articolo dice;
"Ahmadinejad qualche anno fa, quando li hano chiesto perché hai cambiato il tuo cognome, ha risposto che  la famiglia aveva cambiato il suo nome per "una miscela di motivi economici e religiosi."

Khazali dice; "Ahmadinejad è un annusi , termine con cui vengono nominati gli iraniani di origine ebraica convertiti all'Islam e che, secondo un piano sionista, insieme a tutti gli appartenenti all'associazione Hojatieh , il quale fu serveramente conbattuto e bandito dall'ayatollah Khomeini, lavorano per tenere l'Iran isolato dal mondo offrendo un'immagine negativa dell'Iran e dell'Islam al mondo, favorendo cosi i progetti sionisti in medioriente e nel mondo.

Khazali sostiene; "quando venne occupato l'ambasciata americana a Tehran, Ahmadinejad fu uno dei protagonisti di primo piano di quella azione che allontanò per circa 30 anno l'America dal'Iran e viceversa e ci ha imposto tutte le guerre e le crisi che da allora fin ora ci sono state nella regione."vvvvvvvvvvvvvvv17461663 Khazali dice; "Ahmadienjad e Hojatieh hanno ucciso Ayatollah Beheshti (che era molto vicino a Ayatolah Khomeini) di cui il figlio, Alireza Beheshti oggi è un consigliere di Mussavi. Per Khazali, il motivo era  perché Ayatollah Beheshti aveva potuto creare un canale sicuro di dialogo segreto con gli americani e di questo dialogo Khomeini era ben al corrente e aspettava i risultati che sarebbrò dovuti essere baasati sulla reciproca riconoscenza e dialogo diretto tra la neonata Repubblica Islamica e l'America e quindi, che la presa dell'ambasciata americana a Tehran è stata un golpe preparata da Israele e che la stessa golpe si è ripetuto oggi rubando il voto del Popolo a Mussavi che aveva dichiarato che è pronto al dialogo diretto con l'America di Obama.

Khazali sostiene che "qualche anno fa, quando Ahmadinejad diventò presidente in modo ambiguo come adesso, in America qualcuno lo ha riconosciuto come protaginista della presa dei ostaggi all'ambasciata americana, ma che misteriosamente queste voci furono messi a tacere". Secondo Khazali, quelle voci erano fondate, ma la lobby sionista le ha messo a tacere. 

Mehdi Khazali è stato arrestato la settimana scorsa di notte e mentre si trovava in casa con la sua famiglia e hanno chiuso il suo blog.

Da una settimana non sa niente di lui. Le uniche notizie si trovano qui:

http://www.jpost.com/servlet/Satellite?cid=1236698765252&name=Mehdi+Khazali&pagename=JPost%2FPage%2FTags

 

qui:

http://www.roozonline.com/english/interview/interview/article/2009/march/10//ahmadinejad-insane-for-attention.html

 

e qui:

http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=103281




rezarez
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