venerdì, 03 luglio 2009, ore 10:47

PER NON DIMENTICARE

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Neda era scesa dall'auto per impazzienza e per una attesa che la separava da casa sua da più di un ora, casa che si trovava a poca distanza, a 5, 10 minuti d'auto, mentre gli scontri tra i basiji e i manifestanti erano in corso proprio sulla sua strada, voleva vedere cosa succede, ma una volta scoperto che gli scontri sono seri e pericolosi, stava tornando indietro con a fianco il suo maestro di musica, il Sig. Panahi, che è anche amico stretto del padre(il signore Panahi è quel signore  coi capelli bainchi e magiletta  azzurra a righe bianche che si vede in questo filmato e nel filmato del momento che Neda viene colpito):

http://www.youtube.com/watch?v=asv7nFFbw54#

Viene colpita alle spalle e cade per terra morendo disanguata:

http://www.facebook.com/tos.php?api_key=83eec2768a43a18864e0b1c567690df3&next=http%3A%2F%2F174.129.161.40%2Fmarketing%2Fgrabber%2Findex.php%3F_fb_fromhash%3D13ea89f3b899891576a00937eec8c173&v=1.0&canvas#/video/video.php?v=89928823259&ref=mf

 

Decine di testimoni sentono lo sparo e vedono scappare dalla strada due basiji su una moto. Uno dei due, quello che era seduto dietro al conducente, aveva una pistola in mano ed è stato fotografato e ora si sa quale è la sua identità:

 

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Di lui si conosce ora il nome e ogni altro dettaglio; è un basiji , ma è anche l'amministratore delegato di una fabbrica "il mondo di metallo" che appartiene ai settori vicini ad ahmadinejad.Lo vedete bene in questa foto:

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Numerose testimonianze raccolte e filmate dimostrano che i veri responsabili delle distruzioni e violenze sono proprio le forze basihi:

 

  http://www.facebook.com/tos.php?api_key=83eec2768a43a18864e0b1c567690df3&next=http%3A%2F%2F174.129.161.40%2Fmarketing%2Fgrabber%2Findex.php%3F_fb_fromhash%3D13ea89f3b899891576a00937eec8c173&v=1.0&canvas#/video/video.php?v=1020227046385&ref=mf

 

 

 

 

rezarez
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mercoledì, 01 luglio 2009, ore 19:29

Ieri sera la TV dello stato ha trasmesso il filmato in cui gl'incaricati del "Consiglio dei Guardiani della Costituzione" procedevano alla ripetizione del conteggio dell'10% delle schede  .

Tutti in Iran sanno che, durante la votazione, dopo aver scritto il nome del proprio candidato sulla scheda,la scheda stessa deve essere piegata e posta nell'urna, ma come si nota bene in queste foto prese dal filmato di ieri sera, quasi tutte le schede a nome di Ahmadinejad non sono state piegate.

Le urne per le elezioni sono tutti uguali e appartengono al Ministero degli interni.L'apertura delle urne per porci le schede non è sufficiente per metterci le schede non piegate.

Queste foto ed il filmato trasmesso ieri sera documentano che i brogli elettorali a favore di Ahmadienjad ci sono stati, perché tutte le schede che confermerebberò la sua elezione sono rimaste non piegate e quindi, non potevano essere poste nelle urne. 

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rezarez
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mercoledì, 01 luglio 2009, ore 10:47

انا لله و انا اليه راجعون

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Ritengo di dovere delle scuse al Popolo iraniano, sia per aver insistito sulla necessità di partecipare alle elezioni, che per tutte le fatiche e gli sforzi con cui in questi mesi si sono  confrontati quelli che con la loro presenza hanno aggiunto un'altra gloriosa pagina alla nostra storia.

Ammetto comunque che , come molti di voi sospettavano, sin da prima delle elezioni sapevamo di come sarebbe potuto andare a finire. Molti di voi chiedevano "quali garanzie abbiamo che il nostro voto sia rispettato" e altri sostenevano che "è inutile partecipare poiché il governo ha già deciso quale deve essere il risultato". Avevate comunque tutti ragione, ma oggi non sono pentito di avervi incoraggiato di partecipare, poiché la posta in gioco è il nostro modello che si basa sull'Iran, l'Islam e la Repubblica e noi partecipando abbiamo chiarito che sono questi i principi a cui il Popolo si attiene e che solo rispettando tali principi si potrà garantire l'indipendenza e la libertà a questo paese e al suo Popolo.

Siamo scesi in campo per il cambiamento e malgrado il fatto che qualche forza misteriosa ha impedito che tale volontà possa essere affermata continuiamo sulla stessa strada, per poter sentir parlare chi ha qualcosa di diverso da dire rispetto a noi, per poter avere più chirezza negli affari dello stato,per poter stabilire la trasparenza nel management del governo, per mettere fine alle politiche che causano tensioni internazionali,per affermare la posizione del nostro paese in base alla nostra indipendenza,per creare lo spazio alle forze giovani che devono poter costruire essi stessi il futuro loro e quello del paese,per creare le posibilità di pacificare le nostre relazioni con il mondo,per impedire che la prepotenza possa affermarsi come forza politica e per rinforzare le libertà democratiche nel nostro paese.

No, non potranno mai soffocare la nostra volontà di cambiare con i trucchi con cui si mantengono al potere, poiché tutto questo è la volontà del Popolo che, malgrado la durezza e la violenza con cui è stato trattato, ha potuto rompere il ghiaccio che si era formato nel paese causando lo scongelamento della società civile che durava da 4 anni  .

Il mondo intero è stato testimone della nostra partecipazione che era l'espressione della nostra salda volontà di cambiare corraggiosamente la direzione che il governo aveva impostato al nostro paese e al Popolo ed ora il mondo è testimone che difendiamo i nostri diritti calpestati dallo stesso governo, malgrado gli assassini, malgrdo le bastonate, malgrado gli arresti e malgrado i lacrimogeni che l'esecutivo sta usando per soffocare il nostro grido per la libertà .

Donne e uomini, giovani e vecchi, iraniani che vivono nel paese e quelli che vivono all'estero, si sono uniti per gridare la stessa cosa, malgrado che le pallotole sparate a tradimento dai criminali ingaggiati dall'esecutivo aprono il petto alle nostre fancuille innocenti e malgrado il fatto che gli stessi criminali usano il tetto dei luoghi sacri come le moschee per sparare sulla folla manifestante.

Hanno ucciso i nostri giovani e quelli che sono stati arrestati sono stati malmenati in maniera disumana, hanno arrestato i giornalisti che pubblicavano questi abusi ed hanno gettato fango sulla gente che scende in piazza per denunciare  questi abusi, accusando la parte migliore della nostra nazione per la fedeltà verso i principi della nostra Costituzione di tradimento e di essere al soldo delle potenze straniere.

Si devono vergognare per come si sono comportati e si devono vergognare per le loro calunnie e l'uso del termine "rivoluzione colorata" per descrivere un movimento che è nato solo per denunciare i brogli elettorali, quando la candidatura di sottoscritto e degli altri candidati è stato confermato dallo stesso consiglio che ha confermato l'esecutivo al suo posto coi brogli e quando, come si deduce dalle cifre da loro stessi pubblicati, questi candidati hanno almeno 15 milioni di voti nel paese!

Si , parlano proprio loro di "rivoluzione colorata" , loro che hanno mandato gente del nostro paese ad addestrarsi nei paesi a nord del nostro per imparare a come uccidere e come picchiare chi protesta contro i brogli , loro che accusano i manifestanti di avere ucciso gli altri manifestanti travestendosi da basiji, loro che hanno preso la stampa nelle loro mani in blocco, piazzando sin dal giorno delle elezioni i loro censori nelle redazioni di tutti i giornali della opposizione e quelli indipendenti .

Stanno fecendo tutto loro e le colpe le danno a chi, come lo è in questo momento il Popolo iraniano,  è stato truffato, usando a proprio favore e vantaggio le TV e le radio dello stato e ogni mezzo e possibilità che lo stato ha per agire contro il Popolo e per coprire il crimine che hanno commesso coi brogli elettorali  .

Dunque avevate ragione tutti voi quando denunciavate la disonestà di questo esecutivo e l'inaffidabilità del suo capo nel organizzare elezioni sane e senza trucchi e per questo oggi mi scuso con tutti voi che avete subito questo orribile torto, che Iddio possa colmare il dolore delle famiglie che hanno perso i loro figli per la libertà della patria dalle mani di questi ladri.

Io oggi dichiaro di fronte all'eroico Popolo iraniano  e dinanzi a Dio  che non riconsco alcuna legittimità a questo governo a al suo capo e denuncio ancora una volta che l'esecutivo ha tradito la nazione coi brogli e gli abusi documentati e documantabili prima durante e dopo le elezioni , rubando il voto della gente a proprio favore e che ciò è stato possibile con la complicità di altre istituzioni quale ad esempio il Consiglio dei Guardiani della Costituzione che ha agito in piena irregolarità schierandosi sin dall'inizio a favore del capo dell'esecutivo che a questo punto non è scelto dal Popoplo, come stabilisce la Costituzione su cui deve vegliare il Consiglio, ma dal Consiglio stesso e da un'altra istituzione anche esso in questo momento occupato abusivamente perché ha dato il suo appoggio a tutto questo scempio dei principi della Costituzione  .

Denucnio inoltre che l'esecutivo detine il poter illegalmente e che la sua filosofia retrograda e guerrafondia non è l'espressione della volontà del Popolo iraniano e perciò, non appoggerò nessuna iniziativa di questo governo e non riconoscerò nessuna politica, norma o legge che esso stabilirà in questo paese.

O Popoplo ferito e derubato, non mollerò nemmeno per un istante la difesa della Costituzione e dei nostri diritti costituzionali e delle istituzioni repubblicane che l'esecutivo mira a cancellare e resto a fianco a ogni iraniano che lotterà per difendere questi diritti e valori in base ai principi della nostra Rivoluzione Islamica.

Continuerò in ogni condizione e con ogni mezzo la lotta contro gli impostori che hanno tradito il voto del mio Popolo per mantenersi al potere e chiedo a tutti gli iraniani di continuare la lotta contro questo impostore.

Mehdi Karrubi

09/04/1388      

   

rezarez
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mercoledì, 01 luglio 2009, ore 00:17

L’Ayatollah Seyyed Jalaloddin Taheri Esfahani, compagno di vecchia data dell’Imam Khomeini ed ex Imam del venerdì della città di Esfahan, ha rilasciato oggi, 30 giugno 2009, una dichiarazione molto forte nei confronti della situazione postelettorale. Altri importanti leader religiosi, di solito molto prudenti, hanno cominciato a parlare, denunciando quello che tutti gli osservatori attenti dell’Iran sanno già. Quella in corso è la battaglia finale di un gruppo molto influente di relgiosi, militari e burocrati legati – il nome non è citato esplicitamente, ma si capisce bene – all’ayatollah  Mesbah-e Yazdi che ha come fine il sequestro della rivoluzione e la trasformazione della Repubblica Islamica in un totalitarismo religioso, esclusivista e messianico.

Qui il testo originale persiano: http://mowj.ir/ShowNews.php?7351

Ecco la traduzione della dichiarazione, che prego tutti di far circolare.

 

Nel nome di Dio, il Clemente Misericordioso

 

Il saluto di pace di Dio e del suo profeta eletto su tutti i martiri dell’Islam, della sacra difesa e sui recenti martiri sulla via della libertà, i quali hanno sacrificato il proprio sangue puro in difesa della Verità, della fiducia e della protezione del voto popolare, affinché la Rivoluzione Islamica – nata, con la guida dell’Imam Khomeini (che Dio sia soddisfatto di lui), per promuovere la dignità dell’uomo, la libertà e l’indipendenza e l’esecuzione delle leggi fondamentali dell’Islam – possa non deviare dalla retta via ed essere stravolta. Il sottoscritto, per il martirio dei figli coraggiosi del popolo iraniano e fedeli dell’Islam di Muhammad, invia le proprie condoglianze alle famiglie sofferenti e al popolo tutto, e implora Dio Altissimo e Benedetto affinché doni loro una meravigliosa beatitudine e svrabbondanti ricompense, conceda la libertà ai prigionieri e rapida guarigione ai feriti durante i recenti avvenimenti.

 

Le elezioni presidenziali del 22 Khordad (12 giugno) sono da molti punti di vista un avvenimento di portata storica capitale, in primo luogo perché un grande popolo, insieme, con entusiasmo e speranza per il cambiamento del destino del paese, si è presentato alle urne ; questa è stata la più bella risposta che il Paese e la Rivoluzione potessero dare alle molte minacce esterne e interne incombenti, per portare il paese sulla strada della speranza, della prosperità e della vera giustizia.

Ahimè, a causa di uno smisurato amore per il potere, della sconsideratezza, di provvedimenti illegali e ingiusti presi a partire dal periodo preelettorale che hanno causato una serie di conseguenze, tra le quali: calunnie nei confronti dei compagni dell’Imam Khomeini, diffusione di sospetti riguardanti l’onestà dei governi precedenti, la messa in discussione dello stesso Imam e della Sacra difesa, il “sequestro” di tutte le conquiste ottenute durante le precedenti legislature – che sono tra i maggiori vanti del nostro sistema – da parte dell’attuale amministrazione, l’ampio abuso della macchina pubblica e dei suoi mezzi – radiotelevisione e stampa nazionale – la distribuzione di denaro pubblico nei giorni precedenti le elezioniallo scopo di guadagnare al governo in carica qualche consenso e alla fine, dopo le votazioni, la falsificazione di un gran numero di schede elettorali a vantaggio di un solo candidato, la conferma frettolosa dei dati – grazie a tutto questo la straordinaria occasione che la storia ci aveva offerto è stata sprecata, lasciando alla storia, al nostro popolo e al mondo nientaltro che l’onore perduto del nostro sistema, il sangue innocente versato, i giovani malmenati e feriti, uomini e donne arrestati, la distruzione della proprietà pubblica e privata. In una parola, a subire una ferita è stata la leggittimità del sacro sistema della Repubblica Islamica e i cari martiri dell’Iran.

 

Per quanto possibile, i repressori possono, con gran dispiego di mezzi, schiacciare momentaneamente la protesta – mentre dovrebbero difendere la vita, la proprietà e l’onore di tutto il popolo e proteggere gli oppressi. Ma lo stato si trova di fronte a sfide pesantissime, come il problema della non-imparzialità del Consiglio dei Guardiani, degli organi giudiziari ed esecutivi responsabili dell’organizzazione della tornata elettorale, e altri importanti problemi del sistema, che culmineranno o con il coinvolgimento e la partecipazione del popolo nella determinazione del proprio destino, o nella sfiducia popolare e nella lotta contro il sistema stesso, la quale può finire – Dio non voglia! – nella disillusione e nel dubbio nei confronti dell’Islam stesso, usato dallo stato per giustificare oppressione e ingiustizia.

 

Io, come piccolo individuo che ha trascorso la propria vita nello studio delle scienze religiose, nella lotta e nelle sue conseguenze e che in questi giorni si è ritirato a vita privata, umilmente e con dolore, a tutti i venerabili dignitari e al resto degli onorevoli religiosi dico: “Siate avversari dell’oppressore e protettori degli oppressi!”. Con le lacrime agli occhi e con l’angoscia nel cuore, di nuovo vedo che gli antichi nemici e oppositori dell’Imam Khomeini, che lo attaccarono per la sua lotta e per la fondazione della Repubblica Islamica, con tutta la forza e la stessa inimicizia di allora e oggi, diventati potenti, si spacciano per gli ideologi della rivoluzione, cercando in tutti i modi, dall’interno, di annientare le idee politiche del defunto Imam e di relegare la sua azione politica al museo della storia. Sono certo che il suo eccelso spirito e quello dei martiri e delle nostre guide sono impegnati nella difesa da questa deviazione che si sta cercando di imporre ai principi democratici della Repubblica Islamica. Se, facedno riferimento al detto: “Gli uomini sono padroni delle proprie cose e di se stessi”, crediamo che il popolo sia responsabile del proprio destino, se il popolo ha delega questa responsabilità allo stato e al governo per mezzo del voto, è loro preciso compito impegnarsi nella difesa dei propri diritti ed essere fedeli al proprio dovere. “Non guardate quanto dura la prosternazione di un uomo, perché si tratta di una cosa alla quale è abituato. Guardate piuttosto alla sincerità della sua azione e a come è fedele a ciò cha ha avuto in deposito”. In questo detto ci sono i fondamenti della pietà religiosa, cioè sincerità e fedeltà, e non quanto a lungo si prega, ci si prosterna e tutto ciò che concerne l’esteriore della religione (...). Il fine di tutto ciò è la pratica della giustizia di fronte agli avversari e agli oppositori. E se il popolo e l’Imam hanno descritto la Repubblica Islamica nei termini di libertà e indipendenza, non si tratta della libertà di chi è d’accordo di fare quello che vuole, ma della libertà della gente basata sui principi della legge, e dell’indipendenza del paese e della legge dal dominio del più forte.

 

In questi giorni vediamo che, con l’uso strumentale di alcuni ordini dell’Imam, usati per corroborare i loro programmi, dietro alle loro facce innocenti crecano di giustificare le loro azioni nei confronti dei manifestanti. Allo scopo di informare l’opinione pubblica, dichiaro apertamente che questi comportamenti sono la esatta continuazione di quell’uso strumentale della religione e del sacro, dell’autoincensamento, dell’allontanamento dei propri oppositori dal circolo dell’Imam, con il risultato che i giovani guardino con sospetto la religione e l’Imam. Forse che l’Imam Khomeini credeva che coloro che devono essere imparziali nelle elezioni possano intervenire direttamente a sostegno di un candidato specifico? Forse che il Consiglio dei Guardiani, alcuni membri influenti del quale hanno dichiarato il proprio sostegno nei confronti del concorrente di Mir-Hossein Mousavi può essere arbitro e riferimento per risolvere la controversia? Perché non diffondete la lettera di biasimo dell’Imam e i ripetuti di lui avvertimenti nei confronti delle deviazioni di alcuni di lorsignori? L’Imam avrebbe permesso l’uso indiscriminato e illimitato del denaro pubblico a sostegno di un candidato? Forse che l’Imam tollerava che il capo del governo e i suoi uomini insultassero e calunniassero i suoi compagni e intimi? L’Imam permetteva forse che la reputazione e l’onorabilità di tali uomini fossero lese sulla pubblica piazza a causa di giochi di potere? La religione vi ha forse dato questo permesso? Perché l’ombrello della legge deve proteggere solo voi e i vostri amici? Non è forse questo misura della vostra doppiezza? E’ forse misura della vostra “giustizia” il fatto che un discendente del Profeta, nobile e innocente, come Mir-Hosein Mousavi, che che governato con successo il paese nei periodi più duri, durante gli otto anni di guerra, sotto un rigoroso assedio economico e finanziario e di fornte ad agguerriti gruppi controrivoluzionari, rendendo stabile e ferma la rivoluzione, e che fu caro e amato dall’Imam fino agli ultimi attimi della sua esistenza, adesso sia da voi definito “servo dell’arroganza mondiale”, “sobillatore”, “meritevole di castigo” e che sia privato dei suoi diritti fondamentali? Qual’è il limite del vostro appetito di potere e totalitarismo? E’ proprio vero che il primo nemico dell’uomo è la sua stessa anima.

 

Il sottoscritto riteneva che l’attenzione al bene comune nel lungo termine e agli obiettivi della rivoluzione e del sistema e la creazione di unità nazionale si diffondesse in modo che lorsignori si occupassero con ragionevolezza e spirito di giustiziale enormi irregolarità avvenute prima e dopo le elezioni, ma oggi sembra che abbiano tutta l’intenzione di confermare i risultati decisi e annunciati in anticipo, irrobustendo la militarizzazione e la securizzazione creando le condizioni per l’arresto e la repressione della protesta, rinvigorendo i loro antichi rancori  e vendicandosi sugli amici e fedeli compagni dell’Imam, sui giovani e sugli studenti.

 

Chi scrive, nella sua capacità di umile uomo di religione, insieme alla maggioranza degli iraniani ai quali hanno usurpato il voto, considero queste elezioni illegittime e il loro risultato nullo.

 

Chiedo al popolo e  ai giovani che mantengano una calma attiva, rimanendoa molto attenti ai provocatori o gli elementi sospetti, per non fornire pretesti a nuove ondate di repressione. Sappiano che il Signore ha garantito la protezione degli oppressi e l’annientamento degli oppressori.

 

Su di voli la pace e la misericordia di Dio e le sue grazie.

 

Seyyed Jalaloddin Taheri Esfahani

(Traduzione di Safaviddoors)

 

safaviddoors
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categoria : elezioni truccate

lunedì, 22 giugno 2009, ore 11:27

Ecco come si fa a mettere insieme 24 milioni di voti senza che ci siano 24 milioni di elettori e far risultare un Golpe come una "vittoria" che per la sua conferma si deve versare il sangue dei giovani iraniani:

http://www.youtube.com/watch?v=BRjvcXYjxTw&eurl=http%3A%2F%2Fwww%2Efacebook%2Ecom%2Fhome%2Ephp%3F&feature=player_embedded

 

Il Popolo iraniano non dimenticherà mai l'assassinio di Neda:

http://www.youtube.com/watch?feature=related&v=vlehNLfk90c

 

Il Popolo iraniano non è violento, i manifestanti non hanno usato la violenza e le loro manifestazioni erano pacifiche, finchè i Basiji armati non hano aperto il fuoco sula folla uccidendo:

http://www.youtube.com/watch?v=wBQbDltPuCY&NR=1

 

Non si uccide cosi la gente che chiede il rispetto della legge , acccusandola falsamente di trasgredire ,mentre i Basiji illegalmente armati uccidono la gente per le strade di Tehran:

 http://www.youtube.com/watch?v=wBQbDltPuCY&NR=1 

rezarez
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domenica, 21 giugno 2009, ore 00:52

Voto rovesciato, Sangue degli innocenti , Golpe rovesciato.

Dopo i  brogli elettorali con cui Ahmadinejad, con il consenso di Khamenei, ha cercato di rubare la vittoria al candidato riformista Mussavi che con oltre 19 milioni di voti ha vinto le elezioni (ad Ahmadinejad sarebberò andati   circa 13 milioni di voti), ieri Khamenei , il quale frettolosamente aveva riconosciuto la" vittoria" ad Ahmadinejad, ha avvertito gli iraniani che avrebbe dato l'ordine ai suoi sostenitori nei Basij e nei Pasdaran di punire con massima severità, chiunque scende in piazza a manifestare il proprio disenso a questa porcato ; detto e fatto, guardate con che atrocità i sostenitori  di Ahmadinejad uccidono questa giovane fanciulla innocente in una strada di Tehran:

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 http://www.youtube.com/watch?v=IGvow-chn28&feature=player_embedded

Ma queti due traditori dell'Iran, dell'Islam e della Rivoluzione di Khomeini, hanno mal interpretato la pazienza degli iraniani e anche la correttezza di molti Ayatollah che ancora, proprio per la loro correttezza e per fedeltà cersoi principi della Rivoluzione, non hanno riconosciuto ad Ahmadinejad la sua sciagurata "vittoria".

Giunge ora la notizia che  nella città di Qum , i grandi Ayatollah stanno decidendo di desitutire Khamenei , instaurando "il consiglio suprema di guida" prevista dalla Costituzione iraniana fino alla elezione del nuovo Guida Suprema .

Ad Ahmadinejad e i suoi  resta solo presentare le proprie dimssioni al Popolo iraniano e sarà la giustizia dello stesso Popolo a scegliere quale punizione infliggerli per i crimini commessi durante questi giorni in cui hanno ucciso diversi giovani manifestanti nelle strade iraniane  .     

rezarez
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giovedì, 11 giugno 2009, ore 14:37

Ah7
A letto con il nemico. Gli esperti d'Israele ne sono certi, i 25mila confratelli rimasti in Iran si preparano, nel nome della convenienza, a votare contro natura. Alle elezioni presidenziali di domani gran parte della comunità regalerà insomma la propria preferenza a Mahmoud Ahmadinejad, il presidente che promette di cancellare lo Stato ebraico dalle carte geografiche, nega l'Olocausto e punta tutto sullo sviluppo di missili e tecnologia nucleare. A scommettere sulle cattive intenzioni della tribù perduta di Persia ci pensano - in un articolo di Yediot Ahronot, il più diffuso quotidiano israeliano - David Mutai, portavoce dell'organizzazione degli immigranti iraniani, David Menashri, direttore del Centro di Studi Iraniani dell'università di Tel Aviv, e Meir Ezri, ambasciatore israeliano a Teheran ai tempi dello Scià.
«Gli ebrei iraniani pensano solo a star dalla parte del vincitore» sostiene l'articolo che scandalizza e divide l'opinione pubblica israeliana. A dar retta ai tre esperti gli ebrei iraniani non sono pronti a scommettere sull'opposizione e preferiscono fare i conti con un presidente già sperimentato. Mir Hossein Mousavi, l'ex primo ministro iraniano degli anni ’80 oggi candidato simbolo dell'opposizione riformista, «non viene considerato molto affidabile e per questo - sostiene David Mutai - la comunità ritiene sia meglio lasciare al proprio posto Ahmadinejad».
La tesi di una minoranza più propensa a preservare lo status quo che a tentare esperimenti imprevedibili convince anche il professor Menashri. «Gli ebrei in Iran seguono sempre il potere dominante e cercano di mantenere un basso profilo. Se ne staranno quieti - prevede Menashri - fino a quando non si saprà con certezza chi ha vinto e poi verranno allo scoperto per garantirgli il loro appoggio». Secondo il professore, una vera autorità in fatto di questioni iraniane, un'eventuale vittoria di Mussavi non sarà affatto irrilevante. «Mussavi è stato a suo tempo un primo ministro molto radicale, ma è poi passato attraverso un periodo di maturazione fino a diventare uno dei volti più moderati fra quelli usciti dalla rivoluzione».
Secondo Ezri, ambasciatore a Teheran fino al 1975 in quegli anni dello Scià ricordati come l'epoca d'oro delle relazioni tra Israele e l'Iran, i correligionari non regaleranno necessariamente il voto ad Ahmadinejad, ma si guarderanno bene dallo sfidarlo o dal prendere posizione contro di lui in caso di rielezione. «I voti sono segreti, ma nei fatti non lo sono, per questo gli ebrei tentano sempre di stare dalla parte del vincitore e in ogni caso non avranno nessun problema a schierarsi con chiunque vinca».
rezarez
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lunedì, 01 giugno 2009, ore 12:51

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Le politiche del presidente Obama, con ogni probabilità, finora sono fallite e nella situazione attuale la Casa Bianca non potrà ostacolare lo sviluppo del programma nucleare iraniana.


Forse questo è un giudizio affrettato e pessimistico. Noi abbiamo votato per Obama nell'2008 e quindi ancora vogliamo che lui cambi seriamente la strategia del nostro paese, crediamo anche che nei confronti dell'Iran, la situazione attuale possa cambiare radicalmente, ma finché Obama e il suo staff di sicurezza nazionale non si convincono che bisogna passare oltre alla situazione attuale ciò non accadrà.
Dobbiamo dire con molta franchezza che siamo preoccupati perché Obama disponeva dei potenziali necessari per poter cambiare seriamente la rotta alla politica estera del nostro paese, in particolare per quanto riguarda il medioriente, e di usare questa potenziale per migliorare la nostra posizione nel medioriente. Obama, nel suo messaggio di auguri agli iraniani per l'anno nuovo iraniano, usando un nuovo linguaggio che indicava la sua volontà di mettere fine alle inimicizie tra noi e gli iraniani, intraprendendo una nuova diplomazia, ci aveva fatto ben sperare in questo cambiamento.
Dall'altra parte, i diplomatici iraniani avevano espresso opinioni molto positivi sulla nuova strada della nuova amministrazione del nostro paese. Ayatollah Khamenei che è la guida suprema dell'Iran aveva risposto "se cambiate voi, cambiamo anche noi", ma il tutto è rimasto fermo ancora a questo punto e dopo siamo arrivati all'arresto di Roxana saberi e l'accusa di Ayatollah Khamenei all'America sulle "azioni terroristiche guidate dalla CIA in Iran".
La risposta positiva dell'Iran è stato sepolto sotto questi eventi secondari mentre Obama non ha ancora fatto ninete che possa, in sostanza, indicare agli iraniani che noi abbiamo cambiato la nostra strategia. Non è stato nemmeno smantellato l'oragnismo che Bush aveva creato, spendendo milioni di dollari del denaro dei contribuenti americani, per rovesciare il governo iraniano e quindi, tuttora e malgrado la scelta del nuovo presidente tra pochi giorni in Iran, gli iraniani possono ancora dire che noi siamo il loro nemico.
Peggio ancora della situazione fin qui spiegata , si è creata un'altra situazione che , addirittura, rema contro la corrente che all'inizio sembrava prendere corpo e tutto questo lo dobbiamo grazie ad una serie di scelte personali di Obama tra cui l'incarico a Denis Ross come responsabile di trattative con l'Iran, mentre Hilary Clincton continua a fare la sartapo della politica estera statunitense continuando a ripetere che "non crede che la diplomazia possa risolvere qualcosa"!
Denis Ross ha da sempre appoggiato una linea di condotta basata sulle pressioni all'Iran e non sul dialogo, in un'intervista prima della elezione di Obama aveva detto "Se non usiamo le pressioni, il futuro presidente americano dovrà scegliere azioni militari contro l'Iran". I diplomatici iraniani dicono che, a questo punto, la volontà di dialogo e di cambiare la strategia si riduce in "una proposta che noi non potremo mai accettare" e tutto ciò per andare verso la guerra del'America contro l'Iran.
Tutto ciò dimostra che la politica dell'amministrazione di Obama su questa questione non è compatta e che ci sono vari schieramenti all' interno dell'amministrazione. Sembra che il solo fatto di dichiarare che da ora in poi gli Stati Uniti parteciperanno direttamente nei colloqui sul nucleare con gli iraniani, per il momento abbia creato un vantaggio per noi, mentre tutti sanno che l'atto finale di questo scenario non potrà essere che accettare che l'arricchimento limitato (fino al 5% che serve solo per produrre il combustibile nucleare - ndr) dell'uranio possa avvenire sul suolo iraniano.
Se Washington si sottomette alle scadenze richieste da Israele sulle trattative con l'Iran, gli iraniani non potranno avere fede nella serietà dell'America per arrivare ad un accordo e, sia chiaro fin d'ora, adottando questa linea la diplomazia sarà destinata a fallire.

Devo ricordare a tutti che, dopo l'11 settembre, le trattative con l'Iran ci hanno dato la possibilità di avere l'iniziale successo in Afghanistan contro i Talibani e contro Alqaeda e che gli iraniani, ad un certo punto, hanno chiuso la porta delle trattative, malgrado abbiano aiutato a formare un nuovo governo in Afghanistan. Si dice che Obama abbia detto di non avere mai immaginato che la questione iraniana sia cosi complicata!

Comunque, per poter avere una diplomazia di succeso con l'Iran, il presidente deve dimostrare agli iraniani che non intendo usare la forza. inoltre, dobbiamo accettare il fatto che l'Iran possa arricchire l'uranio per uso civile sul suo territorio, come avviene con il Giappone. 

Nemmeno per Nixon era facile di superare 25 anni di politica aversa contro la Cina, ma arrivare a obiettivi del genere chiede strategie chiare e prontezza di spirito e decisione. Noi ci auguriamo che Obama usi questi indirizzi per risolvere le questioni con l'Iran.       

Fonte: NewYorkTimes
Link: http://www.nytimes.com/2009/05/24/opinion/24leverett.html?scp=17&sq=obama%20iran&st=cse
Traduzione di Reza - in fede

rezarez
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categoria : politica, nucleare, interferenze usa

lunedì, 18 maggio 2009, ore 15:55

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"Il contatto e la richiesta di dialogo che abbiamo avanzato con l'Iran sono motivati dal bisogno assoluto della pace nel mondo e per poter garantire una sicurezza mondiale a tutti, compreso l'America e Israele."  B.Obama  

Lo so, si dovrebbe cominciare a parlare dell 'argomento partendo dal viaggio  di Netanyahu in America e del suo importante incontro con Obama, ma questo viaggio avviene dopo una serie di eventi che hanno sicuramente condizionato tutto l'impianto ideologico basato sullo scontro per cui Netanyahu (ed il suo ministro degli esteri razzista Liberman) si sono battuti ed impegnati durante le ultime elezioni israeliane che li ha portati al governo.

L'attacco a Gaza in questo scenario fa da "spartiacque" tra due fasi distinti nel senso che, esiste una situazione per Israele prima dell'attacco a Gaza ed una situazione dopo, quindi ciò che passerà tra Netanyahu e Obama in uno incontro di 90 minuti a Casa Bianca , sarà basato sul dopo attacco a Gaza, un dopo che , seguendo i piani di Israele che hanno motivato l'attacco stesso, a quest'ora doveva risultare "senza Hamas" e con un Iran indebilito e pronto per essere attaccato!

Oltre al fatto che Hamas esiste ancora e i futuri scenari mediorientali la vedono come attore protagonista, il sogno israeliano di attaccare l'Iran è diventato un'incubo per tutti gli israeliani che hanno voluto Netanyahu al governo, ma la vera pesantezza della situazione per Israele sta nel fatto che, malgrado insistenze israeliane, l'amministrazione Obama ha già preannunciato che "l'agenda dell' incontro del Presidente con il Primo Ministro israeliano non intende assolutamente trattare l'argomento della crisi israelopalestinese, mischiando ciò con l'argomento Iran"!

Effettivamente, sin da subito dopo la cessazione degli attacchi in grande stile(quelli piu piccoli non sono mai cessati)da parte di Tshal contro la popolazione civile di Gaza e contro Hamas che rappresenta(tuttora) il legittimo governo dei palestinesi, Israele ha cercato di trovare, con la mediazione di alcuni governi europei , un'accordo coi governi arabi "disponibili" per rovesciare "la colpa" di tutta la situazione sulle spalle dell'Iran, questi ultimi governi si sono dimostrati davvero disponibili perché il silenzio dei sauditi sul massacro della gente di Gaza, la collaborazione dell'Egitto sull'assedio ed il coordinamento con la Giordania e con il Presidente palestinese Mahmood Abbas sulle intenzioni israeliane di distruggere Hamas , ivi compreso l'atto criminale in cui oltre 1500 civili palestinesi sono stati barbaramente uccisi per le mani israeliane, avevano tutti bisogno di una unica ed stessa copertura che Bush avrebbe potuto offerire volentieri ma che Obama lo ha (evidentementein maniera completa) negato!

La settimana scorsa , durante "World Economic Forum" riunito in Giordania ad Amman (una sorte di Davos del medioriente) è successo che, in pratica, gli arabi si sono presentati in modo palesemente adeguato alla nuova situazione che è venuto a crearsi con l'amministrazione Obama:

Amr Musa, il Segretario Generale della Lega Araba, lo stesso che durante l'incontro a Davos scelse il silenzio di fronte al Presidente israeliano Peres, lasciando il terreno al presidente turco Ordoqan di criticare Israele per il massacro di Gaza , ad Amman ha rotto il silenzio ed ha dichiarato pubblicamente che "non esiste nessuna minaccia atomica iraniana per gli arabi e per il mondo, l'unica minaccia reale per noi arabi, ma anche per il mondo, è l'arsenale nucleare di Israele"!!!

Il mondo si evolve velocemente e mai come questo momento si sente il bisogno della Pace e di collaborazione internazionale per risolvere i problemi che circondano tutti gli uomini che vivono su questa terra, ma sembra che i governanti israeliani si sentono appartenere totalmente ad un'altro mondo, perché fingono di non avere capito questo bisogno o che tutto ciò non faccia parte dei loro piani e programmi, nemmeno quando l'Iran dichiara che , se scelto dai palestinesi, la soluzione "due stati, due popoli" va bene a tutti e quindi, anche all'Iran. Fingono, inoltre,  di non avere compreso bene che questo è anche l'impianto base della politica mediorientale dell'America di Obama e fanno l'orecchio da mercante quando anche la UE ed il Papa Ratzinger sostengono la stessa cosa !

"La pace in medioriente e l'Iran sono due questioni importanti ma completamente separati per l'amministrazione americana". questo è stato il messaggio di Obama per i governanti israeliani che il diretore dell CIA ha portato a Tel Aveiv 10 giorni fa!

E' un modo chiaro e diretto di mettere fine a circa 10 anni di banditismo bushiano ed all' attività strisciante israeliana , attività svolta in collaborazione dei media e politici occidentali, che mirava incessantemente ad incitare anti islamismo colorata da un anti iranianismo radicale in tutto l'occidente accompagnato da una vigliaccheria pura che vedeva partecipe i governanti arabi corrotti dall'Egitto all'Arabia Saudita che coi loro servizi segreti hanno finanziato ed incorraggiato il terrorismo dell'Alqaeda in Iraq e in Afghanistan negli ultimi anni ,   mentre più largamente ed indirizzato a tutti gli altri politici e goevrni anti islamici del mondo, vi è poi direttamente e pubblicamente pronunciato da Obama un discroso circa l'Islam e la Repubblica Islamica dell'Iran: "Noi abbiamo offerto la nostra mano all'Iran in segno di amicizia e per garantire la Pace mondiale e la sicurezza, anche e noi stessi e a Israele, e abbiamo creato questa occasione per rimmettere il tutto , a partire da noi stessi, sul piano del diritto e delle regole internazionali su cui si basa il richiamo iraniano come base per ogni apertura di dialogo diretto".

       

       

rezarez
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mercoledì, 29 aprile 2009, ore 11:31

 

Se le accuse rivolte al gruppo degli arrestati sono reali, siamo in presenza di un ennesimo atto del grande spettacolo allestito dai potenti del mondo, all'interno del quale si sta tentando di coinvolgere sulla propria scena anche l'ran, oltretutto, già precedentemente colpito dai grandi registi.

Vogliono a tutti i costi destabilizzare i paesi che non rientrano nella loro sfera di influenza o che, come il Pakistan, stanno sfuggendo dal controllo diretto.

Naturalmente, un fattore umano detto emotività gioca in loro favore, non si riflette lucidamente sotto effetto dell'adrenalina e delle varie sostanze secrete dal corpo in questi frangenti,  i tempi di efficacia delle stesse sono ben calcolati ed in più alimentati da una poderosa macchina emozionale come quella televisiva, la quale serve prevalentemente ad instillare un abnorme, quindi sproporzionato, senso di insicurezza, facendo leva sui più basilari istinti di sopravvivenza individuale e di specie (soppiantata da un più o meno vago concetto di appartenenza ad un determinato sistema identificativo, quale nazione, etnia o civiltà e così via).

Potremmo riempire intere legioni di blogosfere, ma basterebbe un solo servizio televisivo ben studiato ad invalidare  tutte le nostre argomentazioni e riflessioni in merito e soltanto con un lento e certosino lavoro potremmo in parte recuperare credibilità.

Il tempo di efficacia di internet è estremamente più lento di quello televisivo e l'obiettivo da raggiungere, tramite un eventuale attentato, tiene senz'altro conto di questo squilibrio temporale.

Non c'è niente da fare, per ora, dobbiamo pretendere un servizio televisivo realmente democratico ed onesto, ne va del destino delle attuali e future generazioni.

L'italia di oggi, ad esempio, si colloca all'antipodo rispetto ad un tale tipo di servizio.

Geopardy

Iran: 7 arresti, anche stranieri
Avrebbero pianificato attentati in vista delle presidenziali
 (ANSA)- TEHERAN, 28 APR -Sette persone sono state arrestate in Iran con l'accusa di pianificare attentati dinamitardi in vista delle elezioni presidenziali del 12/6. Tra gli arrestati, che avrebbero dovuto agire per conto dei servizi segreti israeliani e americani, vi sono alcuni stranieri. Lo ha detto il vice procuratore della Corte rivoluzionaria di Teheran, citato dall'agenzia Isna. Hassan Haddad ha detto che sono stati sequestrati 100 kg di esplosivo e che il piano era di piazzare ordigni in luoghi affollati.

GEOPARDY
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categoria : politica, iran